Giustizia sportiva e indipendenza: Francesco Grillo nuovo Giudice Sportivo

La recente nomina del nuovo Giudice Sportivo Nazionale ha riacceso una riflessione di carattere istituzionale e de dell’autonomia degli organi giudicanti.

L’avvocato Francesco Grillo è stato designato su proposta del Presidente federale Andrea Duodo, al termine dell’iter previsto dallo statuto e dopo le verifiche degli organi competenti. Dal punto di vista procedurale, non risultano profili di irregolarità.

Il confronto riguarda piuttosto l’opportunità della scelta sotto il profilo dell’equilibrio tra funzioni. Grillo è infatti tesserato anche nel settore arbitrale con incarico di Citing Commissioner. La compresenza di un ruolo giudicante e di un ruolo interno al sistema arbitrale pone una questione di assetto, considerando che il Giudice Sportivo è chiamato a valutare la regolarità delle gare e a pronunciarsi su reclami che possono coinvolgere decisioni arbitrali.

L’appartenenza al medesimo ambito organizzativo che può essere oggetto di giudizio determina una possibile sovrapposizione almeno sul piano della percezione. Inoltre, la qualità di tesserato comporta la partecipazione alle dinamiche rappresentative del settore arbitrale, elemento che contribuisce ad alimentare interrogativi sulla separazione delle funzioni.

In questo contesto assume rilievo anche il ruolo della Commissione Nazionale Arbitri, quale organismo di riferimento per il comparto arbitrale. La questione che emerge è se, nell’interesse complessivo del movimento, non sia opportuno garantire una distinzione più netta tra chi opera nel sistema e chi è chiamato a giudicarlo.

La riflessione non investe le competenze o l’integrità personale del professionista nominato. Il tema riguarda piuttosto l’assetto delle garanzie. In un sistema di giustizia sportiva moderno, l’autorevolezza si fonda non solo sul rispetto delle procedure, ma anche sulla capacità di assicurare e rendere evidente una piena indipendenza tra controllore e controllato.

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